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Andrea Signorotto (1991) è un designer italiano che fonda la propria ricerca sulla materia intesa come linguaggio espressivo, un campo vivo in cui progetto, sperimentazione e cultura del fare si intrecciano. Il suo lavoro si colloca in un territorio ibrido, dove la sensibilità contemporanea incontra una profonda attenzione al dettaglio e alla costruzione del significato. Dopo la laurea in Design presso il Quasar Institute for Advanced Design di Roma (2021) e il Master in Product Design (2022), sviluppa una pratica progettuale che integra artigianato, prototipazione e manifattura digitale, costruendo un dialogo continuo tra tradizione e innovazione. I suoi progetti, che spaziano tra oggetti e spazi, nascono con l’intento di esprimere una presenza autentica e duratura, mantenendo un equilibrio rigoroso tra estetica e funzione. In questa visione si riflette il pensiero di Gio Ponti, secondo cui “la forma deve essere espressione di una vita interiore”: ogni creazione diventa così il risultato di una tensione tra idea e realizzazione, tra visione e concretezza. Alla base della sua ricerca vi è un dialogo costante tra gesto umano, pensiero progettuale e materia. L’interazione tra natura e tecnologia low-tech rappresenta una fonte inesauribile di ispirazione, un terreno fertile in cui il progetto prende forma attraverso processi aperti, fatti di schizzi, prototipi e sperimentazioni. Come affermava Zaha Hadid, “non esiste design senza ricerca”: è proprio in questa dimensione esplorativa che ogni idea si trasforma in presenza concreta. L’obiettivo del suo lavoro è dare vita a oggetti e spazi capaci di coniugare valore estetico e funzione, preservando al tempo stesso la forza poetica originaria. Ogni progetto è pensato per abitare la quotidianità con identità e carattere, traducendo un pensiero astratto in un’esperienza tangibile, in grado di generare relazione e memoria. Ogni lavoro nasce prima di tutto come relazione: tra persone, contesti e tecnologie. Il suo approccio guarda al futuro senza perdere il legame con la tradizione, integrando innovazione e memoria in un linguaggio contemporaneo. Materiali, colori e geometrie diventano strumenti narrativi, elementi essenziali che costruiscono ambienti e oggetti destinati a durare nel tempo. In questo senso, ogni dettaglio è parte integrante del progetto, mai semplice decorazione, ma componente attiva di un sistema coerente. Ogni lavoro è, prima di tutto, una relazione: tra persone, contesti e tecnologie. Il suo approccio guarda al futuro senza perdere il legame con la tradizione, integrando innovazione e memoria in un linguaggio contemporaneo. Una tensione che richiama anche l’attitudine espressiva di Luciano Ligabue, per cui creare significa “raccontare qualcosa che resti”, dando forma a un’identità capace di attraversare il tempo.

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Andrea Signorotto

Designer

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