L’Anima tra i Solchi del Colore
Sara Quida nasce nel 1970 nel Golfo di Orosei, in Sardegna. Il suo percorso è segnato da un temperamento inquieto e una curiosità innata che la spinge, sin da giovane, a esplorare la danza, la fotografia e la scrittura creativa. Dopo un periodo dedicato al pubblico impiego e segnato da profonde vicende familiari, nel 1999 compie una scelta radicale di libertà: lascia l’isola per trasferirsi a Vasto, in Abruzzo, inseguendo una ricerca interiore che troverà la sua voce definitiva nell'arte.
Pittrice autodidatta dal 2009, la sua maturazione artistica accelera grazie a frequenti viaggi in Europa e a residenze internazionali. Fondamentale l'incontro con la Street Art e la collaborazione al progetto "Hotel 128" presso Street Art City (Francia) nel 2017, che segna il passaggio a una pittura più audace e consapevole. Oggi Sara Quida espone in mostre fisiche e virtuali, curando laboratori di pittura astratta e portando la sua visione in collezioni private in Italia e all'estero.
Poetica e Visione L’arte di Sara Quida è un atto di resilienza. Per l’artista, la tela è il "luogo del naufragio": uno spazio dove le emozioni più dense, dal dolore della perdita alla gioia della rinascita, trovano una forma visibile. La sua ricerca si muove nel territorio dell'astrazione informale, dove il quadro non rappresenta il mondo esterno, ma diviene una trascrizione immediata del vissuto interiore. Ogni opera è un frammento di anima, un diario cromatico che invita l'osservatore a perdersi per poi ritrovarsi.
Note Tecniche e Stile La tecnica di Quida è un processo di stratificazione e sottrazione, caratterizzato da una forte componente materica.
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Sperimentazione dei supporti: L’artista spazia con estrema versatilità dalla tela alla carta, supporto che predilige per la serie di successo “Graffi d’Amore”, dove utilizza l’olio per creare profondità e texture.
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Il Gesto e l'Inchiostro: Nelle serie più recenti, come “Dopo la tempesta”, l’olio lascia spazio all'inchiostro acrilico. Qui il gesto si fa più fluido e immediato, giocando con le trasparenze per raccontare la leggerezza ritrovata dopo momenti di crisi.
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Segni e Incisioni: Tratto distintivo del suo stile è il "graffio": solchi scavati nel colore che simboleggiano le cicatrici della vita, trasformate dall'arte in trame di bellezza.






